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Ex distilleria di Cavaglio (Sec. XVIII)

a cura di Luca Luoni

immagine ingrandita La distilleria di Cavaglio - Vista laterale (apre in nuova finestra) La "Distilleria di Cavaglio" affonda le proprie origini nel lontano 1890 allorquando Costantino Tacca, dopo un lungo periodo trascorso in Argentina (dove creò con il fratello un importante opificio di distillazione), rientrò in Italia, nel paese natale di Cavaglio d'Agogna.
L'esperienza maturata oltre oceano e lo spirito imprenditoriale che lo animavano, concorsero alla determinazione di costruire, proprio a Cavaglio, una delle prime distillerie di grappa presenti nel Novarese e zone limitrofe.
Il progetto architettonico di realizzazione dell'immobile presso cui ha sempre avuto sede la "Distilleria di Cavaglio", risale al 1892, mentre l'inizio dell'attività produttiva, presumibilmente, al 1894 / 1895. La produzione tipica della "Distilleria di Cavaglio" è sempre stata legata alla materia prima più comune e diffusa sul territorio, quell'uva Nebiolo che ha contribuito alla fama ed all'affermazione di vini pregiati quali il Ghemme, il Gattinara, ecc.
L'attività della "Distilleria di Cavaglio", alla morte del capostipite Costantino, fu affidata al figlio Luigi il quale la condusse fino alla fine del primo conflitto mondiale, con diffusione del prodotto ristretta al territorio limitrofo.
Durante gli anni venti, il figlio di Luigi, Ettore, benchè destinato a svolgere un'attività professionale nel settore delle costruzioni, fu tuttavia coinvolto nella gestione dell'azienda di famiglia. Sotto la sua guida, durata quasi cinquant'anni, di potè assistere ad un'affermazione della grappa di Cavaglio anche oltre i ristretti confini locali, con la conquista dei mercati del Piemonte e della Lombardia.
Appena prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, Ettore Tacca siglò un accordo di collaborazione con la "Fratelli Luoni" di Somma Lombardo, una vivace società attiva nella produzione di liquori e bevande gassate. Tale rapporto era destinato a durare a lungo, tanto che l'erede della "Fratelli Luoni", Piero Luoni, nel 1967 sposò la figlia di Ettore Tacca, Maria, dando origine ad una fusione delle due strutture che condusse alla nascita delle "Distillerie Luoni".
immagine ingrandita La distilleria di Cavaglio - Balcone (apre in nuova finestra) Attraverso la competente gestione di Piero Luoni, i prodotti della "Distilleria Luoni", durante gli anni settanta, travalicarono i confini nazionali, giungendo ad imporsi soprattutto sui mercati nord americani ed europei.
Infatti furono svariati i prodotti delle "Distillerie Luoni" che conquistarono il gradimento del pubblico internazionale: L'amaretto e la sambuca "Patrician", il liquore "Ciao" ed infine il "Ciocolat Suchard", quest'ultimo nato sulla base di un accordo con la rinomata fabbrica di cioccolato svizzera.
Amaretto e sambuca "Patrician" conquistarono, rispettivamente, il secondo e il primo posto nelle vendite tra gli omologhi prodotti esportati dall'Italia verso gli USA, mentre il "Ciocolat Suchard" fu bevuto in tutta Europa da più di 500.000 persone.
Nel 1979 venne costruito a Cavaglio un nuovo opificio di produzione, proprio vicino alla vecchia distilleria, ma nel 1983 l'espansione dell'azienda impose la realizzazione di un nuovo immobile a Canelli, in provincia di Asti. Infatti, la lungimiranza di Piero Luoni aveva condotto, nel 1978, a formalizzare un accordo di cooperazione con la "Luigi Bosca" di Canelli, una ben nota azienda vinicola italiana.
Le sinergie con il nuovo partner portarono ad uno sviluppo della produzione e, conseguentemente, della rete di vendita che, all'inizio degli anni ottanta, poteva contare su più di cento agenti in tutta Italia che contribuirono all'affermazione nazionale del prodotto realizzato a Cavaglio.
Tuttavia, la crescita importante dell'azienza, nonchè il richiamo di nuove sfide imprenditoriali, contribuirono alla decisione che Piero Luoni prese nel 1984 di cedere l'azienda al partner italiano, la "Luigi Bosca" di Canelli.
Da tale data, l'attività delle "Distillerie Luoni" fu trasferita definitivamente a Canelli e solo l'antico immobile di Cavaglio testimonia ancora oggi una tradizione locale che coinvolse, nel corso degli anni, decine di lavoratori di Cavaglio, contribuendo, non poco, a diffondere la conoscenza del piccolo centro piemontese.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le terre bagnate dall'Agogna - Volume 27"
Provincia di Novara 2005


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